BALENCIAGA, IL SOMMO

Posted on Luglio 7, 2015

Balenciaga è stato un couturier totalmente originale sin dai suoi esordi, uno dei pochissimi in grado di disegnare, tagliare e cucire da solo le proprie creazioni; lo stesso Dior lo chiamava “il maestro di tutti noi”.

Cristobal Balenciaga nasce nel 1895 in Spagna, sin dall’infanzia comincia ad apprendere il mestiere aiutando la madre sarta e a dodici anni comincia a lavorare come apprendista presso un sarto locale. La Marchesa di Casa Torres nota la bravura di Cristobal adolescente e ne diventa sua cliente e protettrice: Sarà lei a inviarlo a Madrid per perfezionarsi e apprendere l’arte dell’Alta Sartoria.

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Il giovane e affascinante Balenciaga comincia così a farsi conoscere e apprezzare quale couturier in Spagna, arrivando ad aprire una sua boutique a San Sebastiàn, cui seguirono altre a Madrid e Barcellona. La Guerra Civile Spagnola lo costringe, però, a chiudere la sua attività e a trasferirsi a Parigi, dove aprirà una sua casa di moda nel 1937.

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Nel suo atelier Balenciaga presenta al pubblico parigino collezioni totalmente originali, ispirate all’arte e alla storia spagnola. In un continuo riferirsi alle sue origini presenta la linea Infanta, ispirata ai quadri di Velasquez, i suoi abiti hanno  i volumi dei costumi tradizionali spagnoli e delle sante dipinte da Zurbaràn.

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Un successo quasi immediato, in due anni Balenciaga è considerato un creativo rivoluzionario e i suoi disegni sono ricercatissimi, le clienti rischiano la vita affrontando lunghi viaggi durante la Guerra pur di ammirarne e acquistarne i capi. Rimarchevole in questo periodo un suo cappotto dall’innovativo taglio squadrato e dalle maniche tagliate in un unico pezzo.

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Nel 1945 è tra gli stilisti francesi che partecipano al Theatre de la mode, un’esibizione itinerante di bambole-manichino vestite con i modelli haute Couture dei più grandi nomi dell’epoca, un’iniziativa straordinariamente affascinante, ideata per propagandare la moda parigina nonostante le difficoltà del dopoguerra.

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Nel 1947 Balenciaga lancia il suo primo profumo, le Dix, cui seguiranno altri nel tempo. Negli anni Cinquanta scoppia il fenomeno del New Look ma Balenciaga non vi aderisce, anzi decide di liberare la donna da corsetti e restrizioni trasformando la silhouette: amplia le spalle ed elimina il punto vita.

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Le linee dei suoi abiti diventano più lineari ed eleganti, un design di vera avanguardia che anticiperà la moda di oltre dieci anni.

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Nasce così nel 1951 il tailleur semiaderente, cui s’ispirerà Yves Saint Laurent per la sua linea a trapezio con cui esordirà alla direzione artistica alla Maison Dior. Nel 1953 Balenciaga prosegue nella sua ricerca di linee pure e volumi impeccabili, inventando la gonna a palloncino nel 1953 e l’abito a tunica nel 1955.

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Nello stesso anno presenta altri due capi che diverranno dei classici degli anni a venire: l’abito baby doll e il cappotto cocoon.

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L’azienda tessile Abrham crea apposta per Balenciaga il nuovo tessuto Gazar, una rafia di seta, la cui struttura rigida permetteva la creazione delle forme scultoree amate dal sarto spagnolo.

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La definitiva consacrazione e l’apice del successo Balenciaga lo raggiunge negli anni Sessanta con la sua personalissima reinterpretazione dell’abito impero.

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Tra le molteplici innovazioni introdotte nella moda da Balenciaga, indubbiamente il suo intervento sul punto vita e la nascita della nuova silhouette sono da considerarsi il maggior contributo dato alla sua evoluzione. I suoi marchi di fabbrica erano le cuciture continue, i tagli lineari e i volumi pieni e avvolgenti, i colletti che si scostavano dalla clavicola dando l’idea di colli di cigno, e le maniche sempre corte a metà avambraccio; un abito Balenciaga trasmetteva l’idea di moderna essenzialità.

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Le sue acclamanti clienti erano Pauline de Rothschild, Bunny Mellon, Marella Agnelli, Speranza Portocarrero, Gloria Guinness e Mona von Bismarck, il fiore dell’aristocrazia internazionale. Nel 1960 disegna l’abito da sposa per la Regina Fabiola del Belgio, un essenziale abito in raso avorio dalla regale bordatura di visone bianco.

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Le cronache parlano di acquisti folli fatti da Jackie Kennedy presso la Maison Balenciaga, che avevano addirittura sconvolto il marito presidente, preoccupato dell’opinione pubblica americana; la situazione fu salvata dal suocero, Joseph Kennedy, che pagò il conto in via privata.

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Malgrado abbia marcato il segno e aperto la strada alla moda degli anni Sessanta, Balenciaga, profondamente legato all’idea di opulenza e ricchezza delle lavorazioni d’Alta Moda, nel 1968 con l’avvento del prèt-a-porter si ritira.

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Negli anni di attività aveva formato un’intera generazione di futuri stilisti: Oscar de la Renta, Andrè Courèges, Emanuel Ungaro e Hubert de Givenchy lavorano con lui e da lui apprendono l’arte della Sartoria. In Particolare Hubert de Givenchy è considerato il suo pupillo e prosecutore; il giovane stilista, quando è già avviato nella sua gloriosa carriera con la propria Maison, non mancò di appoggiare il suo maestro e mentore quando decise, in pieno contrasto con la Chambre  Syndacale de l’Haute Couture Parisienne e la stampa internazionale, di presentare le collezioni fuori dal calendario prestabilito e di non autorizzare alcuna foto prima che i capi fossero stati messi in vendita.

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Cristobal Balenciaga, ritiratosi  a vita privata sul finire degli anni Sessanta, morirà nel 1972. Il suo stile diviene fuori moda, alcuni capi sono addirittura dimenticati nel sottoscala e ritrovati solo al momento del trasloco. Recentemente, a seguito di una fortunatissima operazione di rilancio, la Maison è riassurta agli antichi splendori e notorietà, fedele allo spirito originario della sperimentazione e del design d’avanguardia.

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